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Cambiare Sesto San Giovanni per farla tornare ad essere una città moderna, capace di sperimentare e di innovare, capace di essere operosa e solidale.

E’ questo lo spirito che ha unito sin dall’inizio i tanti sostenitori della Lista Civica Sesto Nel Cuore e che ha spinto Giampaolo Caponi nel candidarsi Sindaco alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012.

Sesto Nel Cuore non ha voluto essere l’ennesimo surrogato di un partito che scende in campo per raccogliere voti utili ad occupare posizioni nelle istituzioni. Ha voluto essere ed è invece il frutto di uno scatto di orgoglio e di senso civico che ha accomunato sin dall’inizio decine e decine di sestesi, già impegnati a vario titolo nelle istituzioni, nelle professioni e nel volontariato cittadino.maxresdefault

Un gesto d’amore prima di tutto per noi stessi e per le nostre famiglie che vivono e lavorano in questa città. E che ci spinge ancora a sognare, a credere e a voler realizzare una città migliore.

Nessuno di noi si distingue per essere di destra o di sinistra. Nessuno vuole essere di un partito piuttosto che di un movimento. Semplicemente siamo un gruppo di sestesi, molti dei quali impegnati nelle professioni e nelle attività sociali che mettono a disposizione idee, capacità e risorse per poter cambiare la città.

Non c’è dubbio che i fatti giudiziari accaduti a Sesto San Giovanni negli ultimi anni abbiano mosso le coscienze di alcuni di noi. Tuttavia alla base di questa nostra scelta c’è prima di tutto la convinzione che Sesto San Giovanni meriti di essere una città migliore, più accogliete e vivibile. Per anni ci siamo gongolati nell’illusione che la riqualificazione delle aree dismesse avrebbe modificato la qualità della vita nella nostra città, ma ancor oggi, ogni trasformazione della “Città Costruita”, o meglio della “Città Vissuta”, è stata fermata, rinviata, annullata.

Il risultato è che Sesto San Giovanni ha perso completamente quella sua carica di motore innovatore del Paese, quel suo essere “La Prima della Classe” in tanti ambiti sociali, culturali e sportivi.

Da qui noi siamo voluti ripartire. Siamo convinti che per cambiare Sesto San Giovanni si debba cominciare a lavorare dalla “Città Vissuta”, riattivando la connessione con i cittadini che la abitano per renderli protagonisti della trasformazione.

Occorre portare a Sesto i servizi più moderni, attivare laboratori di innovazione nei campi dell’energia, della comunicazione, della mobilità e del sociale, ma anche dell’attenzione alle imprese e ai giovani. Occorre uscire da quella logica becera dell’assistenzialismo, per rendere i cittadini davvero protagonisti della trasformazione valorizzando le enormi risorse che vengono dal volontariato, dalle istituzioni e dal tessuto economico e imprenditoriale della città.

In un momento nel quale la crisi economica ha svuotato le casse degli enti locali e del nostro Comune, nel governo della città emerge ancora più forte la capacità di proporre idee innovative e di inseguire quell’innovazione che è l’unica arma possibile a rilanciare il tessuto economico e sociale.

Anche per questo, tra i punti salienti del nostro primo programma elettorale 2012 c’era una delega speciale alla “Sperimentazione delle innovazioni”. Un laboratorio per la realizzazione di tanti progetti e servizi altamente innovativi che, partendo da Sesto, potevano, possono e potranno diventare modello per tutta l’Italia.