DISSESTO STRADE: BASTA CON GLI INCIDENTI E IL COMUNE VIGILI!

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L’ultima notizia di cronaca neanche giorni fa: un giovane 28enne che attraversando la Via Di Vittorio sbanda e il parapetto non ha retto l’urto facendolo precipitare nel Lambro. Fortunatamente la vicenda non ha avuto un brutto epilogo e tuttavia le strade sestesi rischiano di diventare le più pericolose dell’area Nord Milano.

Nel corso degli anni troppe cadute per vie mal messe e guard rail così come altri dispositivi di sicurezza che definire “deteriorati” è poco.

«Chiediamo all’assessore Mauro Bernardi – dichiara il capogruppo Gianpaolo Caponi della Lista Civica Sesto nel Cuore – di attivarsi per un serio controllo delle nostre strade e la manutenzione di tutti i supporti di sicurezza. Allo stesso assessore riconosciamo spiccato senso “critico” – continua Caponi –  e dunque riconosce che le nostre strade di certo non possono continuare ad essere teatro di incidenti così ad alto pericolo sopratutto per motociclisti e ciclisti.

Se i parapetti o i guardrail sono poi fatiscenti o addirittura inesistenti allora non possiamo non parlare che di dissesto stradale nella nostra città».

Per saperne di più…

Con la recentissima sentenza n. 21328, la suprema corte ha inchiodato i comuni alle loro responsabilità accogliendo il ricorso di un uomo caduto con la sua Vespa in una strada antica, sdrucciolevole e con numerosi avvallamenti del centro storico di un paese siciliano. Lo sfortunato motociclista aveva fatto causa all’amministrazione comunale per chiedere il risarcimento dei danni alla persona e al mezzo, facendo appello alla “responsabilità da custodia” prevista dal Codice civile. Ricordiamo che nel 2014 si sono registrati 1.491 decessi tra conducenti e passeggeri di autovetture, seguiti dal numero di motociclisti (704), pedoni (578), ciclisti (273), occupanti di mezzi pesanti (159), ciclomotori (112) e altre modalità di trasporto (64). L’indice di mortalità per i pedoni (morti ogni 100 incidenti) è quattro volte superiore rispetto a quello degli occupanti di autovetture (2,75 contro 0,67); per i motociclisti e i ciclisti il valore dell’indice è, invece, rispettivamente, triplo e doppio (1,69 e 1,41)

(fonte Istat)

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